Feedback

Tutt* ne diamo e riceviamo ogni giorno, nella vita privata e nel lavoro.
I feedback possono essere un formidabile strumento di crescita, così come un patibolo.
Io ne ho ricevuti di ogni tipo e ne ricordo molti, non tutti perché positivi.
Di quelli negativi, alcuni li ricordo perché sono stati stimolo al miglioramento; altri perché mi hanno ferita.
E le ferite non sono state inferte dai contenuti, ma dalle parole scelte.
Una volta mi sono sentita dire: “Se continui così, sei morta”, professionalmente.
Quella persona aveva ragione e mi stava parlando, lo so, nel mio esclusivo interesse, per aiutarmi.
Eppure, quelle parole mi hanno gelata. Invece di scuotermi e spingermi all’azione, come voluto, mi hanno convinta che dovevo andarmene: per la mia sopravvivenza.
Per parte mia, cerco sempre di essere attenta alle parole che scelgo per dare i miei feedback; concentrandomi sui comportamenti senza giudicare la persona; portando esempi concreti che avallino le mie parole.
A volte non ci sono riuscita e me ne scuso con chi si sia sentit@ ferit@ od offes@.
Perché la buona fede non basta.
“Pensa due volte prima di parlare, perché le tue parole pianteranno in chi ti ascolta il seme del successo o del fallimento” (Napoleon Hill)