Il vantaggio di fare squadra

Quando ho iniziato la mia avventura da freelance, la cosa che mi preoccupava di più era la solitudine.
Io sono un animale sociale: mi piace condividere, confrontarmi, anche scontrarmi, dare e ricevere conoscenze, competenze ed esperienze.
In azienda era sempre così: che fosse un gruppo istituzionalizzato, o una naturale conseguenza della condivisione di tempo e spazio, mi sentivo sempre parte di una squadra.
Il primo periodo da sola è stato duro, spiacevole a volte.
Così, nel tempo, mi sono impegnata per costruire collaborazioni e oggi ne ho molte: alcune temporanee su progetti, altre stabili; e il bello dell’appartenenza che sentivo in azienda si è magicamente moltiplicato.
I gruppi, poi, a volte si contaminano, interagiscono, e diventano altri gruppi.
Ora le occasioni in cui lavoro da sola – che restano ovviamente – diventano una piacevole parentesi di totale indipendenza in una solida cornice di interdipendenza.
Mi piace essere una freelance, aver attività totalmente autonome, e non tornerei indietro; ma va detto: “la cosa bella del lavoro di squadra, è che hai sempre qualcuno dalla tua parte” (Margaret Carty)