Se non mi guardi negli occhi non ti credo

Questa frase me la disse circa vent’anni fa un mio capo e grande mentore.

Mi stava insegnando il marketing partendo da zero. Così, dopo tre mesi di formazione e affiancamento, mi affidò un compito da svolgere da sola con una scadenza di consegna.

Quando arrivò il fatidico giorno ero tesa, preoccupata di dimostrargli che ero brava e che era valsa la pena di investire su di me.

Così, quando iniziai a relazionarlo, avevo gli occhi puntati sugli appunti e su un report che orgogliosamente volevo mostrargli.

Per quattro volte, appena iniziavo a parlare, mi interruppe dopo pochi secondi dicendo: “Non va bene. Ricomincia”.

Quando la mia frustrazione raggiunse l’apice e domandai cosa non andasse bene considerato che non avevo nemmeno cominciato, mi rispose “Se non mi guardi negli occhi non ti credo”.

Da allora, questa frase mi risuona spesso quando mi trovo a parlare con qualcun@, nel lavoro come nel privato.

Guardare una persona negli occhi quando le si parla (e la si ascolta) trasferisce sicurezza e credibilità, rispetto e attenzione.

Noi comunichiamo con tutto il corpo ed è importante tenerne conto se vuoi essere ascoltat@ e riconosciut@.

In un colloquio di selezione, ad un esame, durante una riunione o davanti ad un/a cliente trasferire competenza, sicurezza di sé e delle proprie argomentazioni può essere decisivo.

In ogni contesto, incluso quello delle relazioni personali, guardare negli occhi trasmette sincerità e vicinanza.

Vale la pena non soffermarci su dati numerici precisi al millesimo (che chi ci ascolta non memorizza) e lasciare il telefono in tasca o in borsa per concentrarci sulla persona che abbiamo davanti. Ne guadagneremo in credibilità e relazioni umane.

P.S. Thank you Mr. T for having inspired this content

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